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Workshop “Il parco che vorrei”: con “UPPark!” rinasce il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”

UpparkNei prossimi tre anni il progetto UPPark, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, vedrà all’opera un ampio partenariato, tredici organizzazioni e istituzioni con capofila il WWF “Trulli e Gravine”, impegnato in una serie di attività per la valorizzazione del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, la più estesa area protetta regionale che si estende sul territorio di 13 comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie e San Marzano) e su quello del comune brindisino di Villa Castelli. È un vasto territorio in cui sono altresì comprese aree a fortissima antropizzazione, si pensi alla Gravina di Statte ubicata a pochi chilometri dalla zona industriale di Taranto, che per questo motivo devono essere tutelate e valorizzate con maggiore attenzione.

Ma come può il Parco “Terra delle Gravine”, il parco naturale regionale più grande della Puglia, influenzare lo sviluppo di un ampio territorio comprendente quattordici comuni e, soprattutto, quali relazioni possono sussistere tra il parco stesso e le Amministrazioni, le Istituzioni e tutte le realtà territoriali coinvolte a vario titolo?

Gli importanti quesiti vengono approfonditi in questi mesi dal gruppo di lavoro che, coordinato dall’APS “Learning Cities”, sta realizzando l’iniziativa Wake-Up Park! nell’ambito del progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine.
Wake-Up Park! comprende un ciclo di due incontri:

  • il primo si è svolto nel luglio scorso a Taranto
  • il secondo workshop si è tenuto, a Massafra nel “Palazzo della Cultura” lo scorso 27 ottobre.

A questo secondo workshop, dal titolo Il parco che vorrei, hanno partecipato professionisti (architetti, paesaggisti, agronomi, ingegneri…), funzionari pubblici, associazioni locali, imprenditori e cittadini. Si tratta di persone che, verso lo sviluppo dell’area del parco, nutrono forme di interesse economico, ambientale, sociale e culturale.
Nel workshop, dopo una riunione preliminare, si sono costituiti quattro gruppi di lavoro che hanno lavorato, adottando la metodologia EASW (European Awareness Scenario Workshop), un classico della progettazione partecipata.

Attraverso una metodologia di interazione strutturata, i partecipanti avranno modo di confrontarsi su diverse opzioni di sviluppo, per poi approfondire in piccole unità di lavoro la stesura di bozze progettuali.

Più in generale si auspica che, anche attraverso l’organizzazione di questi eventi tematici, nell’ambito del progetto “UPPark” si attivi una piattaforma collaborativa che contribuisca ad accrescere la conoscenza e la consapevolezza, nei territori del parco, di quale nuovo ruolo si possa progettare per il parco stesso e quale responsabilità coinvolga gli attori dello sviluppo locale nel sostegno a tale ruolo.

Presentando l’iniziativa “Wake-Up Park!”, Andrea Gelao dell’Associazione “Learning Cities” ha infatti spiegato che «sulla base dei risultati dei percorso “Wake-Up Park!” la nostra organizzazione provvederà poi a costruire percorsi di azione cittadina, fornendo alle associazioni locali le competenze per innescare un lavoro di monitoraggio e sorveglianza del parco che, attivando singoli individui, eserciti anche una forte azione culturale di consapevolezza e orientamento allo sviluppo».
«Per evidenti limiti, dati dalla estesa dimensione del parco, si opererà – ha concluso Andrea Gelao – dando priorità a quei comuni che dimostrano maggiore interesse e intendono sfruttare al meglio questa risorsa operativa ed economica messa a disposizione dal progetto».

Il progetto è stato proposto dal WWF “Trulli e Gravine”, in qualità di capofila, insieme a un ampio partenariato che comprende la Provincia di Taranto, in qualità di organismo di gestione del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, la Casa Circondariale di Taranto, lo IAMC-CNR, l’Ufficio Scolastico Provinciale, il Gruppo Speleologico Martinese, l’Associazione “Learning Cities”, il Club Unesco, il CNSAS Servizio Regionale pugliese, il Nucleo Volontario Protezione Civile di Palagiano, “La Mediana”, e la Federazione Speleologica Pugliese.

Tra le tante iniziative tese a dare nuova vita il parco naturale regionale più grande della Puglia, si segnala il restauro conservativo di alcuni immobili dell’Oasi WWF Monte Sant’Elia, tra questi la Sala Comune e la vecchia stalla della antica masseria in cui, dopo il loro ripristino, saranno realizzati un infopoint e un ufficio accoglienza a favore di tutti coloro che, cittadini o turisti, vorranno visitare la zona percorrendone i sentieri, a piedi o in bici; nella struttura, inoltre, saranno organizzate ed ospitate iniziative e manifestazioni di sensibilizzazione e promozione dei corretti stili di vita a contatto con la natura.
L’Oasi WWF Monte Sant’Elia, una delle sette Oasi WWF in Puglia, rientra infatti nel Parco “Terra delle Gravine” e nel SIC-ZPS Area delle Gravine; l’Oasi si estende per circa cento ettari in agro di Massafra comprendendo un bosco di leccio, macchia mediterranea, pascoli, seminativi e una masseria storica.

Per informazioni contattare Andrea Gelao al numero: 328/4166893 – segreteria@learningcities.it