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Messa alla prova nel volontariato, il ministero della Giustizia privilegia le associazioni più strutturate

Dopo il confronto promosso da CSVnet e Cnvg – Conferenza nazionale volontariato e giustizia- il Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità ha chiarito gli aspetti della normativa sulla copertura assicurativa delle persone ammesse a lavori di pubblica utilità.

Il tema era emerso dopo il caso scoppiato a Genova, dove un’associazione di volontariato è stata multata per la mancata assicurazione Inail di un soggetto in “messa alla prova”. Ulteriori preoccupazioni sono poi state segnalate da molti altri CSV.

La  “nota esplicativa” della direttrice dell’Esecuzione penale esterna del Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità (DGMC), Lucia Castellano, che fornisce chiarimenti e interpretazioni corrette della normativa, e che allega una circolare rassicurante dell’Inail su una delle questioni più spinose emerse nei mesi scorsi.In breve ecco le indicazioni essenziali espresse nella nota:

  • i Lavori di Pubblica Utilità (LPU) possono essere svolti preferibilmente presso le associazioni più strutturate poiché si tratta senza alcun dubbio di prestazione lavorativa, seppur non retribuita, con tutti gli obblighi che ne conseguono (assicurazione Inail, sicurezza nei luoghi di lavoro ecc.);
  • l’ Inail si è reso disponibile, attraverso le proprie articolazioni territoriali, a dare il necessario supporto alle associazioni che ne facciano richiesta per agevolare l’attivazione della copertura assicurativa;
  • è auspicabile che le piccole associazioni non vengano coinvolte nei lavori di pubblica utilità, ma solo nelle attività facoltative di volontariato. Molte di esse ancora continuano ad usare la sola assicurazione privata, rischiando moltissimo.

Su questi punti CSVnet e Cnvg si sono espressi con un comunicato, in parte critico, diffuso oggi e disponibile insieme alla nota sul sito di CSVnet.