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Paolo VI festeggia il 50° anno di vita

Grande partecipazione popolare alla festa dei primi cinquant’anni del quartiere Paolo VI, oltre a numerose autorità civili e militari.
Ad organizzare gli eventi pubblici laici e religiosi è stato un comitato di quartiere composto da alcuni residenti del quartiere, dai parroci della Vicaria Paolo VI insieme con la rete del progetto Terre Elette, sostenuto finanziariamente dalla Fondazione CON IL SUD tramite il Bando ‘Ambiente è sviluppo’ per Taranto dal 2015.
La scoperta che proprio nel 2016 ricorreva mezzo secolo di storia locale di questo quartiere è stata fatta dal giornalista Vincenzo Ferrari, direttore di un noto quotidiano locale, anch’egli da sempre residente nel popoloso quartiere a nord di Taranto.

La lunga serata di festa, svolta alcune sere fa, è iniziata con la liturgia celebrata nella parrocchia Santa Maria del Galeso dall’arcivescovo Santoro, insieme con i quattro sacerdoti che lì operano e le suore ed i padri di vari ordini religiosi presenti a Paolo VI.

Subito dopo, un nutrito corteo al seguito dell’Arcivescovo di Taranto ha percorso a piedi i pochi metri dal luogo dove è stata scoperta una grande targa in ceramica grottagliese sulla facciata di una delle prime casette consegnate alle famiglie operaie nella lontana estate del 1966.
La targa, finanziata dal progetto Terre Elette, e da una operatrice commerciale che qui lavora da sempre con la sua famiglia, riporta con un logo originale ed un breve testo la difficile storia del Paolo VI.
Disegno e parole sono state elaborate grazie ad un concorso riservato alle due scuole pubbliche di questa zona, il XIII Circolo Pertini-Wojtyla e l’Istituto comprensivo Pirandello-Ungaretti-Falcone.

La rete pubblico-privata di Terre Elette ha poi inaugurato una mostra fotografica dal titolo Zona Macchie, il quartiere Paolo VI cinquant’anni dopo, a cura del fotoamatore del luogo Maurizio Greco.
Dopo la benedizione della targa in piazza Carnevale angolo Via della Tecnica, la festa si è conclusa nei pressi della ex Circoscrizione di Paolo VI con una pettolata offerta da un panettiere del luogo.